Un libro che nasce da un’esperienza straordinaria
“Al di là dello spazio e del tempo” — titolo dell’edizione italiana curata da Padre Pablo Martín — è la traduzione di un piccolo grande testo scritto dal messicano Ricardo Pérez Hernández a Città del Messico il 15 agosto 1977, sei mesi prima della sua morte. L’autore, medico di professione, ci consegna qualcosa di inclassificabile: né romanzo, né saggio teologico, né trattato scientifico, eppure tutto questo insieme. Il traduttore stesso avverte il lettore che sarebbe riduttivo collocarlo nel genere della “fantascienza” — meglio, forse, parlare di “fanta-cosmologia”, se proprio non si riesce ad accettare che si tratta di una vera e propria rivelazione privata — ma il vero valore del libro non sta solo nell’involucro narrativo, quanto nella tesi cosmologica di fondo: ogni atto di esistenza di ogni essere creato, nel suo preciso “spazio-tempo”, è conservato per sempre, reale e definitivo, a sostegno della Fede e della Speranza cristiana.
Il libro si presenta come il racconto in prima persona di una visita ricevuta da una defunta glorificata — una giovane che si rivela con il nome di “Teneramata” — che dialoga con l’autore sospendendo il tempo ordinario e conducendolo in un viaggio attraverso dimensioni inaccessibili di per se alla coscienza mortale. Uno scenario che potrebbe sembrare bizzarro in prima istanza, ma che rivela, pagina dopo pagina, una coerenza interna sorprendente e una profonda sintonia con la Rivelazione cristiana.
L’Imprimatur
Non è un dettaglio secondario che il libro abbia ricevuto l’Imprimatur di Monsignor Óscar Arnulfo Romero, il vescovo salvadoregno martire canonizzato da Papa Francesco nel 2018. Il fatto che un pastore di tale statura spirituale e morale abbia ritenuto il testo degno di approvazione ecclesiastica è una garanzia significativa della sua ortodossia e del suo valore pastorale. L’Imprimatur non certifica l’infallibilità delle ipotesi cosmologiche dell’autore, ma attesta che nulla in esse contraddice la Fede cattolica — e già questo è molto.
Il tempo come quarta dimensione: Einstein al servizio della teologia
Il cuore speculativo del libro è la riflessione sul tempo. Teneramata spiega all’autore che il viatore — l’uomo nella sua vita mortale — è incatenato all’istante presente: non per una necessità cosmica, ma per una scelta provvidenziale di Dio, che ha voluto abbreviare le sofferenze terrene legando la coscienza umana al “finestrino del velocissimo istante attuale”. Questa legame con il tempo non è una prigione priva di senso ma un dono misericordioso.
Pérez Hernández si appoggia in modo esplicito alla Teoria della Relatività di Einstein per illustrare questo punto. Il tempo, nel quadro relativistico, non è un flusso uniforme e assoluto, ma una dimensione plastica, che si contrae o si dilata in funzione della velocità e della massa. Se un astronauta viaggiasse verso la galassia di Andromeda alla velocità della luce, invecchierebbe di due mesi mentre sulla Terra trascorrerebbero moltissimi anni. Teneramata illustra questo dato scientifico e lo trasforma in chiave teologica: ciò che noi chiamiamo “passato” non è annichilito, non è scomparso nel nulla.
Semplicemente esiste in un’onda temporale diversa. L’universo non scorre verso il nulla: esiste. Questa intuizione ha una portata apologetica enorme. Se il passato non perisce, allora ogni atto di bene compiuto in questa vita — ogni momento di amore autentico, ogni sacrificio, ogni gesto di Carità — è conservato per sempre nella struttura reale del cosmo. La Risurrezione della carne e la vita eterna non sono promesse vaghe e consolatorie: trovano un fondamento nella fisica stessa dell’universo, intesa alla luce della Fede.
La quinta dimensione: l’eternità creata
Il libro introduce un concetto affascinante e originalissimo: la quinta dimensione. Alle tre dimensioni dello spazio e alla quarta dimensione del tempo, Teneramata aggiunge l’eternità creata come dimensione cosmica reale: “La Creazione è infinita nelle sue cinque dimensioni: le tre dimensioni dello spazio, il tempo e l’eternità creata.”
Questa quinta dimensione è il piano in cui vivono i beati. Non un luogo separato dall’universo, non una “grande cattedrale” soprannaturale, ma la realtà stessa del cosmo vista da un livello di coscienza superiore, liberato dal vincolo dell’istante presente. Nel Cielo i glorificati possono “visitare” il passato non come spettatori di un film registrato, ma come presenze reali in onde temporali diverse, i cosiddetti “paratempi”: frequenze temporali estremamente lente o rapide rispetto al tempo ordinario terrestre. Il “paratempo” in cui si svolge l’intera conversazione tra l’autore e Teneramata è un’onda di millemilionesimi di picosecondo: un’eternità soggettiva che all’orologio terrestre corrisponde a qualche millesimo di secondo.
In questa frequenza, il fumo della sigaretta resta immobile, l’immagine del televisore è congelata, il cuore non batte, i polmoni non respirano — eppure l’autore vive, pensa, ama. La vita biologica viene sostenuta direttamente dall’energia delle particelle e dell’ambiente. Una visione che anticipa alcune intuizioni della fisica moderna sulla struttura energetica della materia.
Apologetica cristiana e consolazione spirituale
Pérez Hernández non scrive per fare sfoggio di erudizione scientifica. La sua intenzione, e quella di chi ha curato la traduzione italiana, è profondamente pastorale: offrire al lettore contemporaneo — affascinato dal progresso scientifico ma spesso distante dalla Fede — una prospettiva in cui scienza e Rivelazione non si contraddicono, ma si illuminano a vicenda. Teneramata ricorda all’autore che la Teoria della Relatività, correttamente intesa, non smentisce la vita eterna: la rende più comprensibile. Il fatto che il tempo sia relativo, che ogni evento abbia un’esistenza permanente nel tessuto dello spazio-tempo, che la velocità modifichi la percezione del prima e del dopo — tutto questo converge verso la verità teologica che con Dio nulla va perduto. Ogni vita umana, anche la più breve e apparentemente irrilevante, ha un peso eterno nel cosmo.
L’opera si rivela, in questo senso, un prezioso strumento di apologetica divulgativa. Non pretende di dimostrare scientificamente l’esistenza del Cielo — Don Pablo che ha curato la traduzione è esplicito nel dire che si tratta di una “bella ipotesi”, indimostrata ed indimostrabile ai sensi — ma mostra con coerenza logica come la visione cristiana dell’aldilà sia perfettamente compatibile con quanto la scienza moderna va scoprendo sulla natura del tempo e dello spazio. Chi legge con mente aperta troverà qui non solo consolazione, ma anche gli strumenti intellettuali per rispondere a chi ritiene la Fede incompatibile con la ragione.
Un libro per chi cerca risposte vere
“Al di là dello spazio e del tempo” è un libro destinato a chi non si accontenta di risposte superficiali né alle domande della scienza né a quelle della vita spirituale. È un invito a prendere sul serio sia la fisica della relatività sia il Vangelo, scoprendo che entrambi, quando approfonditi con onestà intellettuale, puntano nella stessa direzione: verso un universo intriso di significato eterno, dove nulla di ciò che è stato amato con autenticità andrà mai perduto.
Il tono del testo è quello di una conversazione intima, a tratti commovente, tra un uomo anziano che si avvicina alla morte e una giovane beata che gli dischiude, con delicatezza e gioia, le porte di una realtà più grande. Proprio questa leggerezza narrativa — che non impedisce la profondità — rende il libro accessibile a lettori di ogni formazione, credenti e non credenti, scienziati e teologi. Un testo raro, che merita di essere scoperto e meditato con calma e cuore aperto.
Il libro è stato edito dalle Edizioni Villadiseriane e può essere acquistato qui.










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