Tra i tanti segni che caratterizzano Medjugorje, la statua in bronzo del Cristo Risorto occupa un posto speciale. Realizzata nel 1998 dallo scultore sloveno Andrej Ajdic, l’opera è celebre per il fenomeno della “trasudazione”: una fuoriuscita continua di liquido (acqua limpida, non oleosa) che sgorga principalmente dal ginocchio della figura.
Le ipotesi scientifiche e le smentite
Nel corso degli anni, diversi studiosi hanno cercato di dare una spiegazione razionale al fenomeno. Il dottor Giuseppe Zagotto ipotizzò inizialmente un effetto di evaporazione e condensazione dell’acqua dal basamento verso l’interno cavo della statua. Tuttavia, questa tesi si scontra con la realtà strutturale: le gambe del Cristo sono riempite di calcestruzzo, poggiano su una base di cemento isolata e la superficie circostante è perennemente asciutta.
Anche i docenti universitari Giulio Fanti e Giuliano Bolis hanno proposto l’ipotesi della condensazione dell’aria nella parte superiore della statua (che è effettivamente cava). Ma anche questa spiegazione appare vacillante:
- Mancanza di ricircolo: Nella statua filtra pochissima aria, insufficiente a generare una condensazione così abbondante.
- Il paradosso del clima: Il fenomeno si intensifica incredibilmente durante l’estate bosniaca, nota per essere torrida e secca. In un luogo dove l’acqua scarseggia (come dice la veggente Marja: “acqua poca, pietre quante ne vuoi”), la statua arriva a trasudare oltre un litro di liquido al giorno.
- Evaporazione mancata: Con temperature che sfiorano i 40°C, il liquido dovrebbe evaporare istantaneamente, invece continua a scorrere costantemente.
L’unicità dell’opera
Un dettaglio fondamentale riguarda l’unicità del fenomeno. Andrej Ajdic ha realizzato opere simili in tutto il mondo, ma nessuna presenta questa anomalia. L’artista ha concepito il Cristo ispirandosi a un bozzetto caduto accidentalmente nella creta, creando un binomio suggestivo: la figura risorta che svetta verso il cielo e il “calco” negativo lasciato a terra, simbolo della Passione appena consumata.
Tra analisi e profezia
Le analisi chimiche hanno confermato che il liquido è acqua compatibile con l’ecosistema terrestre, smentendo le voci che parlavano di una composizione simile alle lacrime umane. Eppure, la portata del fenomeno rimane inspiegabile secondo le sole leggi della fisica: la trasudazione estiva è 33 volte superiore a quanto ci si aspetterebbe da una normale condensazione naturale (un numero che richiama simbolicamente gli anni di Cristo).
Più che una sfida alla scienza, il miracolo del Cristo Risorto sembra armonizzarsi con la Creazione, fungendo da segno per i pellegrini. Molti vedono in questo flusso costante una prefigurazione del “miracolo dell’acqua” che, secondo alcune intuizioni legate ai Segreti di Medjugorje, potrebbe sgorgare copiosamente in futuro proprio in queste terre aride.
Una testimonianza diretta
Per concludere, vorrei aggiungere una riflessione basata sulla mia esperienza personale. Durante il mio viaggio a Medjugorje, di cui ho accennato in un post precedente, ho avuto modo di osservare il fenomeno da vicino e ne sono rimasto profondamente colpito.
Ciò che le analisi tecniche non sempre riescono a trasmettere è l’immediatezza del fatto: le gocce d’acqua sembrano formarsi “dal nulla”, materializzandosi su una superficie metallica perfettamente liscia e priva di fessure. Colpisce soprattutto la rapidità del processo, che appare del tutto incompatibile con i normali tempi di trasudazione o condensazione. Trovarsi lì, davanti a quel bronzo che si inumidisce senza una spiegazione apparente, restituisce un senso di stupore che va ben oltre il semplice dibattito scientifico.









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